TRICOLORE ITALIANO ALLA POLITICA

Emblem_of_Italy

Voi siete lo Stato ed avete il potere che Noi vi abbiamo dato; le vostre leggi, i vostri regolamenti, i vostri parametri da rispettare sono concessioni di libertà che Noi, popolo, abbiam dato a Voi nostri illustri servitori. Siate fedeli Voi a Noi e al mandato che vi è stato affidato; noi, come allora è giusto, saremo fedeli al contratto che con Voi abbiamo stipulato e che reca la sola firma possibile: tricolore italiano!

Ma ricordate, questa firma è stanca di essere abusata, corrotta, stuprata, vituperata e infangata da Voi e, soprattutto, da Noi che non abbiamo più il vero coraggio di reagire alle offese che è costretta da tutti a subire.

Un italiano, ha il dovere di sentirsi italiano e rispetta questo senza tirarsi indietro; la politica non ha colori, o meglio, ne ha tre per l’Italia, e chi ha l’onore di rappresentarla viva da italiano e rispetti in primis la Bandiera, il Popolo tutto senza distinzione alcuna e il Mandato perché è conseguente ai primi due oneri da non violare.

Nello stesso momento tutti insieme siamo diventati cittadini europei, non senza danni e ferite, e abbiamo tacitamente giurato la stessa fedeltà ad un’altra Bandiera che aveva ed ha lo scopo di farci sentire una e unica cosa; insieme.

Insieme, per chi ci crede, vuol dire uniti e fratelli, senza né etnia né religione che divida, senza ideologie discriminatorie e umilianti vessazioni inutili – umilianti per chi le compie -, senza più un “voi” e un “noi” che ponga barriere.

Omosessuali, transessuali ed eterosessuali; neri, gialli e bianchi; chi di destra, chi di sinistra e chi di centro; troppo ricchi, molto ricchi e poveri, troppo poveri; islamisti e sunniti, cristiani ed ebrei, protestanti eccetera: quante ce ne sarebbero ancora da elencare, ma quante altre servono a far capire all’uomo che si sta parlando sempre e comunque dell’uomo?

Uomo. Già la parola in sé è abbastanza forte per farci dire che siamo cittadini prima del suolo-italiano, poi del suolo-europeo e in ultimo del suolo-mondo. E questo possiamo e dobbiamo dirlo da cittadini italiani e lo può dire, deve dirlo un francese e un africano, un americano e un giapponese, un palestinese ed un israeliano che, tutti insieme si possono e devono abbracciare in qualità, non delle varie sottocategorie create dall’uomo, ma da quella principale, appunto, l’uomo.

Solo essendo buoni cittadini tutti del proprio Paese, possiamo sentirci ed essere cittadini del mondo tutti. Se questo animale-uomo imparasse ciò, allora e forse riuscirebbe a rispettare persino gli altri colleghi animali e la natura che li ospita.

Simone Caminada

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